L’anoressia, un caso clinico. La seconda topica freudiana, un caso teorico. In modi diversi entrambi imbarazzanti. Come affrontarli nella cura e nello studio? Con nozioni come quelle che vorrebbero ridurre l’anoressia a “disturbo etnico” (Gordon) e Freud a “biologico della mente” (Sulloway), purché non si tocchi la questione del desiderio?
L’autore propone di mettere a profitto l’insegnamento della clinica dell’anoressia e la lezione del testo freudiano per prendere in mano, concretamente, alcuni risultati della topologia del soggetto, avanzati da Lacan, e verificare, in un caso effettivo, come costruire un modello della struttura del soggetto del desiderio. Che non sia l’unico (e dogmatico), però. A partire dal modello toroidale, la comune ciambella, si arriva a concepire tutta una classe di modelli alternativi della struttura, la cosiddetta asfera. Concepita in termini diversi da quelli sferici della reciprocità e della complementarità, propri di ogni costruzione narcisistica (o paranoica), l’asfera, se non si contrappone come eterodossa all’ortodossia freudiana, sembra suggerire una via d’uscita dall’attuale inibizione intellettuale che blocca la teoresi, psicanalitica e non. Tanto simile all’inibizione anoressica.
