Questa indagine, svolta su un campione di 3000 anziani dai 65 anni in poi residenti in Lombardia, ha messo a fuoco in particolare due aspetti; lo stato di salute e le reti sociali di supporto.
Le condizioni di salute sono state rilevate da una serie di indicatori che misurano il grado di autonomia/dipendenza dell’anziano e infine da un indice di fragilità sintetico. Oltre l’8% degli anziani dell’indagine presenta un indice di fragilità alto: questa percentuale, se calcolata sull’universo degli anziani lombardi, porta in valori assoluti ad interessare circa 125.000 anziani con una forte dipendenza. Tra questi, circa 50.000 sono i soggetti con patologie per le quali il rischio di ricovero (in case di riposo o in RSA) è molto elevato. Emerge inoltre dall’indagine una percentuale rilevante di anziani che pur non presentando patologie gravi, sono portatori di un insieme di problemi di salute. Questi dati, se proiettati nelle dinamiche di invecchiamento della popolazione lombarda, rappresentano forse uno dei risultati più significativi della ricerca e un campanello d’allarme. Sembra affacciarsi cioè, in modo sempre più massiccio, un nuovo soggetto anziano portatore di una “disabilità progressiva”; negli anziani, che crescono di numero, si presenta sempre più una somma di condizioni ciascuna delle quali non sarebbe in grado, da sola, di provocare la perdita dell’autonomia. Condizioni che sembrano mettere in crisi l’approccio clinico tradizionale e che richiedono nuovi modelli interpretativi e operativi.
