Si parla molto del rapporto operatore-paziente; in esso il ruolo dell’operatore (sia questi medico, assistente sociale, o infermiere) ha poca importanza poiché ognuno agirà il “rapporto terapeutico” non in base a quanto ha studiato sui libri, ma per quello che è, per quanto sa ascoltare e comprendere; ma è anche vero che per saper ascoltare controllando la propria angoscia occorre una conoscenza profonda di se stessi e del significato degli scambi emotivi con il paziente e l’ambiente; anche la conoscenza teorica può dunque servire in qualche modo, purché non serva a difendere solo se stessi con saccenti e stereotipate risposte interpretative il cui vero scopo è quello di evitare il paziente ed i suoi problemi. Per quanto riguarda le conoscenze teoriche schematicamente presentate in questi appunti, l’ottica prescelta nell’esposizione non è l’unica, ma soltanto quella più rispondente alle convinzioni dei vari autori e ad una presunta chiarezza didattica.
