Nei nove saggi raccolti nel volume, scritti nell’arco degli ultimi venti anni utilizzando la sua ricca esperienza di osservatore acuto e spregiudicato della realtà dei paesi in via di sviluppo, Hirschman cerca di dare risposta a domande importanti. In che misura l’impiego di rudimentali schemi interpretativi in cui l’economia risulta separata dalla politica ha portato ad interpretazioni economicistiche riduttive sui rapporti tra sviluppo e istituzioni politiche? Come si possono costruire schemi interpretativi che consentano “ai fenomeni politici di permeare l’analisi economica e viceversa”? In che misura le teorie economiche, sociologiche e politiche oggi prevalenti sono d’aiuto per comprendere il mutamento sociale – in atto o potenziale – e in che misura invece offuscando o semplificando la percezione della realtà costituiscono un ostacolo per comprendere e intervenire nei processi di mutamento? Nell’impostare la riflessione su questi temi, Hirschman recupera tra l’altro modi di pensare che erano stati propri dell’economia politica pre-marginalista per analizzare temi quali il rapporto tra tecnologie di produzione e istituzioni politiche, disuguaglianze di reddito e loro accettazione sociale, inflazione e classi sociali.
