I saggi raccolti nel volume fanno parte di un lavoro a più voci, organizzato e diretto da L. Diotallevi, per Quaderni di Azione Sociale, rivista bimestrale delle Acli che da alcuni anni si propone come luogo di incontro e di confronto degli studiosi impegnati sul fenomeno dell’associazionismo e del volontariato. C’è un filo che attraversa i percorsi della ricerca: quello delle trasformazioni delle ideologie che a loro volta riflettono e sono immerse in una trasformazione più vasta, quella del rapporto tra società e Stato. Le forme delle credenze politiche dei movimenti sono iscritte e orientate da questo rapporto, che nel suo mutare rende possibile una ricerca come questa. Cosa è avvenuto? Si è via via corrosa, nel corso di trasformazioni significative, l’idea dello Stato come “sintesi generale” come “orizzonte di senso” della stessa società civile.
Spesso si dice che veniamo da una “società parastatale”, che siamo usciti da poco da un “lungo viaggio sotto tutela”; lo stesso dibattito sulla “partitocrazia”, il disorientamento oggi di tutti i partiti nel ripensare il propri rapporto con la società civile, parlano in modo diverso di uno stesso problema. Il tema delle “credenze politiche” attraversa anche i partiti e la loro crisi di identità.
Quale il ruolo dell’associazionismo? La ricerca allude in qualche modo ad una risposta originale: “L’associazionismo tradizionale, quello, per intenderci, che svolgeva un ruolo importante nella riproduzione delle subculture politiche, quello collaterale, è da tempo in crisi profonda… Ci sembra tuttavia che non manchino percorsi di emancipazione da questa sudditanza, percorsi che conducono frammenti di questo associazionismo … a concorrere alla formazione di un’opinione pubblica democratica attiva e tollerante che il nostro Paese non ha mai conosciuto in maniera sufficiente” (Diotallevi).