“I medici italiani soffrono della ‘sindrome di Salgari’: la maggior parte crede di trovare con facilità malattie esotiche e infettive negli stranieri”. È uno dei pregiudizi sanitari che tenta di sfatare il libro-accusa di Marco Mazzetti, pediatra ed etnopsichiatra milanese. “Bambini in cammino: il dialogo transculturale in pediatria”, evidenzia la mancanza di una specifica “epidemiologia da importazione”: i bambini stranieri non mostrano condizioni di salute diverse rispetto ai coetanei italiani, afferma l’autore, ritenendo privo di fondamento “l’esotismo sanitario”, quella predisposizione che per anni ha spinto gli operatori sanitari a “studiare” i bambini immigrati per individuare malattie rare o scoprire gravi quadri di denutrizione, descritti nei manuali di medicina.
“I bambini extracomunitari non importano malattie rare nel nostro paese e soprattutto si ammalano come i coetanei italiani, andando incontro a bronchiti, tracheiti, malattie esantematiche e altre patologie, esattamente come i compagni di scuola o d’asilo”, rileva Mazzetti, affermando che l’obiettivo principale del tema affrontato era quello di aiutare molti colleghi a superare pregiudizi, “anche per evitare certe dichiarazioni pubbliche che portano impropriamente a considerate gli immigrati come untori”. Un testo volto a conoscere e a comprendere cosa avviene nelle menti e nei cuori di questi piccoli che da altre culture e mondi, iniziano qui il loro percorso di vita.