Questo libro è una testimonianza, una sfida e un appello. Testimonianza di veri uomini di pace che nelle ore più buie dell’odio interetnico e interreligioso hanno continuato a credere in una civiltà dell’amore. Sfida a non dimenticare la Bosnia nel momento in cui non è più uno spettacolo televisivo quotidiano. Appello che risuona nelle parole del Cardinale Puljic di Sarajevo: “non potete obbligarci a odiare” e spinge a costruire ponti verso la speranza, andando oltre la pace armata di Dayton e gli steccati che essa consolida.
Il libro vuole mettere in evidenza l’attenzione a comprendere che ciò che è successo in Bosnia può succedere ovunque e la violenza sta maturando in altre situazioni. E’ l’invito a costruire la pace “dentro”, nelle coscienze, perché getti poi i suoi rami fra le persone, le etnie, le religioni, i popoli.