C’ERA UNA VOLTA LA GUERRA… E CHI LA RACCONTAVA

    Letizia Magnani in questo volume delinea la figura del giornalista di guerra attraverso un percorso che tocca approfonditamente tutti le caratteristiche di un mestiere controverso, dai confini non definiti e tutt’ora poco conosciuto. “Senza testimoni la realtà non esiste”.

    Il mondo contemporaneo vive uno stato di guerra permanente che viene posta all’attenzione generale dal sistema dei media, attraverso la descrizione dei giornalisti sul campo. Il leit motiv del testo è che le guerre cambiano e con esse il modo di raccontarle.

    La scrittrice delinea questo cambiamento attraverso una serie di interviste a 33 giornalisti, fra i quali Giulietto Chiesa, Ettore Mo, Pietro Veronese, Marco Guidi, Roberto Fagiani, Antonio Ferrari e molti altri, circoscrivendolo al periodo trascorso tra le due guerre irachene. Dopo una premessa metodologica, viene trattato l’argomento di chi sia e cosa faccia il giornalista di guerra.

    La figura del giornalista di guerra non è facilmente distinguibile da quella del semplice inviato, ma scorrendo le testimonianze riportate, dal libro emerge una sorta di identikit: oltre ad essere colui che determina quale sia il fatto storico, egli ricerca costantemente ciò che c’è sotto l’apparenza, è il testimone di ciò che accade e ne riporta i fatti, sceglie le fonti e ne determina la veridicità. Deve essere mosso da curiosità e passione, spirito critico e consapevolezza dei rischi della professione.

    Le nuove guerre richiedono e comportano un nuovo tipo di narrazione, che raccoglie e tenta di mettere insieme dei frammenti: cambia l’impostazione, il linguaggio, nascono nuove “retoriche di guerra”. Come sono cambiate le guerre sono cambiate anche le tecnologie e le tecniche del giornalismo.

    C’è stato l’avvento della TV, ma anche la nascita di blog di guerra e di televisioni arabe. La stampa si riduce spesso ad emulare la televisione, la quale, in forza del potere dell’immagine, a sua volta riproduce la guerra come una sorta di intrattenimento alternativo, di infotainment.

    La storia del giornalismo nei suoi contenuti è anche intrinsecamente legata alla storia della libertà dell’informazione, quindi alla censura, all’autocensura ma anche alla propaganda, per cui spesso, nel caso della guerra, alla manipolazione subdola delle notizie per modificare la percezione dell’opinione pubblica e raccogliere consensi. L’autrice ci ricorda che di giornalismo in guerra si muore.

    Nelle nuove guerre non esistono fronti, non si conoscono i nemici e spesso i giornalisti mandati dalle redazioni non sono preparati. Questo libro è un vero e proprio manuale sul giornalismo di guerra e un immancabile strumento del mestiere.

    Dettagli Libro

    • Autore

      Letizia Magnani

    • EditoreEdizioni Associate
    • Edizione1ª edizione
    • Anno2008
    • Pagine574
    • ISBN9788826704470
    • Linguaitaliano
    • Prezzo26,00
    • Copie1
    • Link esternohttp://www.edizioniassociate.it/

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