Il controllo del commercio dei prodotti tropicali è stato strategico fin dall’antichità. Si sono combattute guerre per l’accesso alle spezie, alle essenze profumate e alla seta. Anche il cacao è parte di questa storia. Scoperto da Cortès alla corte di Montezuma all’inizio del XVI secolo, non era coltivato dagli Aztechi, che lo ricevevano come tributo dalle popolazioni Maya assoggettate. A distanza di cinque secoli la situazione non è molto cambiata. I piccoli produttori sono costretti a cedere, in cambio di ricavi irrisori, i loro raccolti alle imprese che ne gestiscono la trasformazione e il commercio ricavandone immensi profitti. Gustando una tazza di cioccolata calda o una tavoletta di fondente, collaboriamo anche noi inconsapevolmente alle ingiustizie commesse “in nome del cacao”. Questo libro non si limita a denunciare i soprusi. Presenta ai consumatori del Nord l’organizzazione del marchio TransFair, che attraverso il Commercio Equo e Solidale riesce a evitare i meccanismi perversi del mercato internazionale.
