Le Fondazioni di origine bancaria sono a tutti gli effetti un corpo intermedio della società. Un corpo intermedio che ha radici antiche nel concetto di comunità; un concetto che affonda le sue origini nelle forme della coesistenza dei piccoli Comuni e nelle realtà di paese.
La comunità, infatti, storicamente ha descritto il sistema delle relazioni che si instauravano nei rapporti di compresenza fisica e nel comune riconoscimento in valori e stili di vita in cui identificarsi. La comunità, insomma, come aggregato di corto raggio e di altro valore simbolico, come aggregato, in definitiva, nel quale la comunicazione riusciva a tradursi in maniera quasi naturale, senza grandi necessità di tradurre il linguaggio comune in schemi concettuali di elevata astrazione. Compresenza fisica e linguaggio naturale costituivano gli elementari presupposti della vita di comunità, e le Fondazioni di origine bancaria ne erano gli spontanei interpreti, insieme con la famiglia il vicinato, la parrocchia e i luoghi della convivenza nelle quali si risolveva la vita delle persone.
Il panorama è oggi cambiato. Le comunità non sono più quelle di un tempo: oggi le comunità devono essere considerate in termini nuovi, e le Fondazioni non possono più nemmeno essere considerate un corpo intermedio tra le categorie di passioni e di interessi.
Le Fondazioni oggi sono libere associazioni che detengono un patrimonio finanziario frutto di accumulazioni secolari delle comunità locali. Questo è il primo impegno di una nuova fase: valorizzare, impiegandolo nel territorio che l’ha prodotto, questo capitale finanziario.
