In termini psicologici il capro espiatorio è una forma di rifiuto della propria Ombra (cioè del lato oscuro, istintuale, ‘vergognoso‘ della personalità) che viene così negata, rigettata all’esterno e proiettata sugli altri. Può succedere, però, che anziché creare un capro espiatorio, ci si identifichi, psicologicamente, col capro espiatorio: cioè si viva nel senso di colpa (per qualcosa che non si è fatto), e nell’ansia di espiarlo ci si dia totalmente agli altri, ci si voti al bene comune. E’ la dinamica psicologica tipica di tanti uomini, ma soprattutto donne, ‘di carità’, che vivono come redentori poiché si sentono pecore nere: missionari, benefattori, volontari del soccorso, mogli o figlie ‘devote’.
Il libro illustra la figura del capro espiatorio nei suoi diversi aspetti, facendo ricorso alla mitologia, alla tradizione giudaico-cristiana, soprattutto alla pratica terapeutica dell’autrice.