L’analisi storica dell’istituzione carceraria può essere utile per riassumere i momenti più significativi del processo che ha visto il passaggio dalla punizione, strettamente connessa ad una mera esigenza di difesa, all’illuminato periodo in cui trionfa la cosiddetta prevenzione generale, di cui si fanno portavoce autorevoli teorizzatori quali Beccaria (1764), Bentham (1787), Howard (1790), per giungere al prevalere della prevenzione speciale, secondo la quale il reo è principalmente soggetto da “curare” o, meglio ancora, da “trattare” per essere “recuperato” e restituito alla libera società; queste ultime posizioni, peraltro, furono, e continuano ad essere, oggetto di forti critiche e di intenso dibattito, all’interno del quale si inserirono anche i risultati di ricerche empiriche di ampia portata. Lo scopo di questo studio è quello di contribuire a ridelineare i campi della riflessione scientifica che riguardano non solo l’efficacia delle misure, in termini di riduzione della recidiva, ma anche il benessere delle persone coinvolte a diverso titolo nel sistema penale, gli aspetti etici e deontologici di questi tipi di intervento, la realizzabilità di tutta una serie di programmi di tipo psicologico all’interno dei contesti coercitivi, le condizioni e le risorse.
