Questo libro raccoglie le lettere e gli appunti di Carla, nata l’11 Febbraio 1963 e morta l’8 Agosto 1989 a 26 anni, tossicodipendente.
Nella sua breve, ma intensa stagione terrena, ha lasciato una chiara immagine di amore grandissimo per ogni manifestazione vitale. Di lei si ricorda l’immensa tenerezza per gli animali, l’amore per la gente semplice, per la bontà che sapeva riconoscere negli angoli più remoti, per i fiori, per il mare, la sua voglia di vedere tutto il mondo nelle sue terre più lontane e misteriose, soprattutto quelle meno contaminate dalla tecnica e dal consumismo con cui aveva sempre avuto un rapporto di grande conflittualità.
La sua particolare sensibilità l’aveva condizionata fin da bambina, trascinandola ben presto in una sofferta lotta fra il rifiuto del vivere quotidiano nell’inevitabile compromesso di una continua transazione, che non sapeva accettare, e la disperata ricerca di assoluto, di equilibrio perfetto mai raggiungibile.
Questo inappagato desiderio di bello e di buono, comune a tutti i giovani e in lei particolarmente forte, le ha fatto conoscere l’angoscia di non sentirsi bene al mondo in un‘epoca in cui a molti sembrava possibile evitare tale sofferenza con l’illusione e la fuga tramite la droga.
