Il volume contiene una raccolta di saggi in cui l’autore, uno dei maggiori teorici della sociologia attuale, presenta il suo modello di società, che si colloca al di là di quelli tradizionali di carattere economico, politico o genericamente filosofico. Egli ritiene che ci debba essere un modo per descrivere l’integrazione d’una società complessa in categorie più ampie di quelle finora prevalenti nell’analisi socio-politica. Propone quindi una definizione di società in termini di centro e periferia, costituita cioè di quanti, in senso lato, detengono potere e autorità, da una parte, e di quanti sono più o meno estranei al centro, sebbene controllati da esso, dall’altra.
Centro e periferia compendia la visione della società di massa, elaborata da Shils in scritti sul carisma, sulla tradizione, sui rapporti tra gli intellettuali e il potere, su privatezza e potere, oltreché in articoli di impianto direttamente teorico, su centro e periferia in genere e sulla prospettiva macrosociologica. L’Autore si occupa particolarmente dell’influenza della struttura più lontana della società sulla vita di individui, gruppi e strati inseriti in essa; sostiene che tale struttura, in modo intermittente e a vari gradi, è elemento coesivo d’una società; mette in risalto la tensione tra l’aspirazione del centro a conoscere, a informarsi pervasivamente, e quella della periferia a proteggersi dall’intrusione.
Le concezioni di Shils, delineanti il disegno di una sociologia profondamente umanistica, perspicace nel cogliere valori etici, simbolici, sacrali, capace di autentici agganci alla storia, sono maturate in una larga esperienza, che dagli Stati Uniti si è estesa all’Europa e a Paesi dell’Asia, come l’India, e dell’Africa, ha spaziato tra ambienti militari, artistici, letterari, cerchie e comunità religiose, organizzazioni burocratiche, partiti politici.