Nei Paesi industrializzati come nei Paesi in via di sviluppo, ispirandosi al documento La giustizia nel mondo del terzo Sinodo dei Vescovi (1971), si sono costituite delle reti di collaborazione tra militanti, cristiani, che vogliono insieme operare a una stessa azione per cambiare il mondo, riorganizzando le società e i loro reciproci rapporti. Ma il discorso, che esprima il senso di quest’azione in funzione della relazione a Dio in Gesù Cristo, non è mai stato adeguatamente sviluppato. Pur consapevoli della pertinenza della propria azione e delle sue motivazioni politiche, e pur sapendo per esperienza che proprio in quest’azione costruiscono e conducono la propria vita davanti a Dio e verso Dio, i cristiani, impegnati in questo sforzo globale, riescono difficilmente a renderne conto teologicamente ad altri cristiani e alle Chiese.
Nella consapevolezza di tale difficoltà e come risposta a una domanda di “accompagnamento teologico” all’azione, l’autore propone in questo saggio un itinerario di riflessione – articolato in trentatré tesi – che va da una analisi del sottosviluppo a una interpretazione teologica e teologale della prassi in cui questi cristiani sono impegnati.
