Il materiale del libro è tratto da servizi realizzati da Mimmo Lombezzi per il TG 5 di Enrico Mentana, “Studio aperto” di Emilio Fede, “Dentro la notizia” di Bruno Bogarelli, e per i settimanali televisivi di Guglielmo Zucconi, Giorgio Bocca e Arrigo Levi, oltre che da vari articoli per Il Giornale di Montanelli, “Epoca” e “Linea D’ombra”.
Sarajevo, Libano, Kurdistan, Caucaso… Guerre post-moderne e guerre private, guerre sante, e guerre civili, guerre di popolo e guerre “infinite”: Mimmo Lombezzi ne a viste tante. Soprattutto ha sentito quei rumori e quegli odori della guerra che “nemmeno” la televisione può far entrare nelle nostre case e che più di ogni altra cosa avvicinano al cuore mostruoso, voluttuoso e inquietante dell’esperienza bellica. “La guerra – scrive Lombezzi” – è il vero limite dei cosiddetti “prolungamenti sensoriali” di cui parla McLuhan, che tutte le sere ci portano o pretendono di portarci “la guerra a domicilio”. Il libro nasce dall’esigenza di fissare sulla carta quell’atmosfera e quell’orrore che la TV non può catturare.
