I problemi dell’insegnamento della storia nei diversi ordini di scuole sono l’argomento generale che lega gli scritti contenuti in questo volume. Ma tutti hanno come punto di riferimento un nodo ancora tutto da risolvere: la riforma delle scuole superiori.
Pubblicati tra il 1979 e il 1987 i saggi consentono di fare un punto aggiornato su vicende e problemi che gli stessi insegnanti, ai quali l’autore si rivolge, hanno vissuto magari polemicamente in prima persona. Nel saggio di apertura si delineano i tratti generali dell’insegnamento della storia dall’avvento della Sinistra, attraverso l’età giolittiana, il fascismo, con la riforma Gentile, fino alla situazione attuale: vengono esaminati l’evolversi dei programmi, gli interventi ministeriali, i manuali in uso, gli atteggiamenti e i punti di riferimento ideali degli insegnanti. Nei saggi successivi l’autore affronta soprattutto due temi, il primo è quello dei mutamenti recenti, almeno in Italia, nello stato della disciplina che qui è al centro dell’attenzione, la storia. Tale tema si ricollega alla nascita di nuovi punti di vista nell’indagine storica, alla sua specializzazione, alla nuova articolazione e al suo rapporto con altre scienze, in particolare quelle sociali.
Il secondo tema è invece quello del ruolo specifico dell’insegnante, figura diversa certo dallo storico ricercatore, ma non per questo meno ricca di contenuti professionali creativi. Ecco allora i nodi centrali del rapporto tra formazione universitaria e insegnamento, tra ricerca e didattica, tra conoscenze storiografiche, da adeguare continuamente e mediazioni possibili nella pratica scolastica quotidiana.
