Che cos’è l’economia sociale? Quali risultati possiamo attenderci dal suo sviluppo? Le risposte contenute nel libro mettono a frutto i risultati di un dibattito molto ampio e propongono una conclusione innovativa: una volta chiariti i suoi principi, l’economia sociale può effettivamente fornire un contributo importante alla soluzione dei nostri problemi, ma per farlo deve percorrere strade ancora inesplorate. Sulla base di una critica serrata delle posizioni oggi dominanti, viene quindi elaborata un’ulteriore ipotesi di lavoro, che fa centro sull’implicazione reciproca dei fattori di benessere gestiti dalle istituzioni pubbliche e di quelli controllati, invece, dai cosiddetti cittadini-utenti. Una nuova “visione”, dell’economia sociale, che viene indagata nei suoi presupposti analitico-concettuali ed esemplificata in un certo numero di applicazioni possibili, riferite ai problemi centrali del welfare (la salute, l’istruzione, la condizione abitativa), scelti come terreno di verifica – decisivo – dell’approccio che viene proposto, rivolto all’individuazione di nuove frontiere del “benessere sociale”.
Questo volume trae origine dalle ricerche effettuate nell’ambito della promozione da parte dello Spi-Cgil di un Osservatorio nazionale per lo sviluppo dei progetti di “economia sociale”.
Il testo raccoglie le riflessioni per la definizione del quadro teorico su cui si basa il “protocollo d’intesa” siglato, nel 1999, da Sergio Cofferati per la Cgil, da Raffaele Minelli per lo Spi e da Maria Guidotti per l’Auser che delinea il programma per un nuovo sviluppo dell’economia sociale e promuove un rapporto con un’apposita associazione di ricerca, presieduta da Alessandro Montebugnoli.