Uno degli aspetti più inquietanti e controversi dei processi migratori che caratterizzano la società italiana è la presenza di donne straniere che si prostituiscono sulle strade. Una presenza che ha suscitato numerose mobilitazioni dei cittadini, iniziative repressive, discussioni politiche, ma anche un diffuso impegno nel mondo della solidarietà e attività di recupero basate sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche e organizzazioni privato-sociali. Questa è una ricerca promossa dalla Caritas ambrosiana che da diversi anni opera in questo campo in collaborazione con diverse associazioni e cooperative sociali.
Punto focale della discussione è il grado di consapevolezza e di autonomia nella decisione di vendere prestazioni sessuali in condizioni come quelle della prostituzione di strada, rispetto alle forme di condizionamento esercitate dai gestori. La ricerca si è basata su interviste di donne che sono sfuggite dalle reti della prostituzione, su colloqui con operatori ed esperti e sull’analisi di materiale giudiziario. Ne scaturisce una conclusione: la considerazione adeguata della figura della donna vittima della tratta è ancora incerta ed embrionale, e richiede rinnovata attenzione e impegno da parte delle istituzioni pubbliche e della società civile.