La struttura di questo libro poggia, come il corso da cui esso trae origine, su un equilibrio di rapporti interdisciplinari.
La problematica del recupero del bambino sordo non è mai vista in una prospettiva tecnicistica, ma tutti gli approcci adottati dai relatori ruotano attorno alla comunicazione che però non è mai concepita come un’integrazione di messaggi avulsi dall’ambiente, dal contesto emozionale e dalle istituzioni. Ciò che si rifiuta è il gioco meccanico e ripetitivo della parola appresa per il suo mero valore strumentale, separata dalle suggestioni prodotte dalle pulsioni affettive e dai processi di identificazione. Per questi motivi, si ritiene che la scuola, pur rimanendo nella tradizione dell’oralismo, debba tuttavia accettare e utilizzare tutte le manifestazioni di comunicazione (mimica, gestuale, segnica, iconica ecc.) nella persuasione che il successo di una forma comunicativa non dipenda dalla sua esclusività rispetto ad altre forme e che l’interazione sociale si sviluppi mediante una espressività che coinvolge tutta la struttura psicofisica.
Nella prima parte (“Comunicazione ed educazione linguistica”) si affrontano i problemi generali della comunicazione; nella seconda parte (“Strumenti e metodologie”) si trattano gli argomenti relativi alla funzione strumentale della scuola; nella terza parte (“Professionalità e istituzioni”) si espongono i temi connessi alla funzione istituzionale della scuola.
