Occuparsi di “responsabilità per suicidio” significa affrontare problemi assai complessi. Vi sono interrogativi che si annunciano come generali e comuni a tutti i casi: quelli relativi, ad esempio, al modo della volontarietà involontarietà del suicidio, oppure quelli concernenti gli aspetti del danno risarcibile. Altre questioni si atteggiano, invece, in maniera volta a volta specifica: ad esempio l’indagine causalistica, il ruolo della consapevolezza dei convenuti, i rapporti di forza intercorrenti fra autore del gesto autolesivo e soggetto chiamato a rispondere. Questo volume analizza due gruppi di situazioni. Da un lato, gli episodi in cui l’inchiesta aquiliana attiene a rapporti fra singoli individui: ad esempio, il coniuge violento e la moglie maltrattata, l’istigatore e il suicida, l’autore di un crimine (ad alto tasso di conseguenze emotive) e la sua vittima. Dall’altro lato, i vari casi in cui le domande riguardano la posizione di un certo soggetto entro un’“istituzione forte” (ospedale, caserma, scuola, ecc).
