L’attualità e l’incisività del libro di Trigo possono essere viste in due particolari significativi: egli scrive delle conseguenze che una guerra ha sull’equilibrio naturale come avrebbe fatto un inviato speciale nella guerra del Golfo 1990/91 non sottoposto a censura; inoltre spiega la concezione che la teologia della liberazione ha del creato, della natura del loro rapporto con l’umanità in modo da chiarire e integrare il discorso che Antoncich e Munàrriz (nel loro libro “La dottrina sociale della chiesa”) fanno sul “dominio della terra” da parte dell’uomo.
Il messaggio di Trigo può essere riassunto così: la creazione è sempre origine di vita e l’uomo è chiamato a generare vita, a essere strumento di solidarietà e fraternità e non di manipolazione e morte. È necessario discernere i segni dei tempi e collocarsi dalla parte di coloro (i poveri) che lavorano per la risurrezione di una nuova società, fraterna ed egualitaria.