Il diritto di guerra esiste. È quello che definisce gli atti di crudeltà universalmente riconosciuti come crimini di guerra. Troppo spesso, però, queste norme non vengono rispettate o non sono note ai cittadini e ai giornalisti. Oggi siamo di fronte a un paradosso. Il diritto umanitario e le norme internazionali sui diritti umani sono molto sviluppati, eppure tanti civili innocenti sono ancora vittime dei crimini di guerra. È sempre più urgente un meccanismo che garantisca l’applicazione del diritti nei confitti armati. La comunità internazionale comincia a capirlo: i tribunali per il Ruanda e per l’ex Jugoslavia e le iniziative per le creazione di un tribunale penale internazionale permanente nascono proprio per questo. Occorre però che i mass media coontinuino a svolgere la loro funzione di controllo. E che l’opinione pubblica sia sempre più informata.
Crimini di guerra è uno strumento indispensabile per capire i conflitti e le norme che li regolano. È diviso in voci sintetiche e di facile comprensione, accompagnate dalle immagini scattate dai più noti fotografi di tutto il mondo. Pubblicato in contemporanea negli Stati Uniti e in Italia, è stato ideato e realizzato da un’èquipe internazionale formata da autorevoli giornalisti ed esperti legali e militari.
