“Cristiani per il socialismo” è un movimento costituito da cristiani che, all’interno di una prassi politica di tipo socialista, cercano anche un modo nuovo di vivere la fede: “Cristiani per il Socialismo” è quindi aperto a tutti i movimenti operai. È nato il Cile nel 1971, e il primo convegno latinoamericano si è svolto a Santiago nell’aprile del 1972; quando, tre anni dopo, si è tenuto il primo convegno internazionale a Quebec, la sua influenza si era estesa a più di venti nazioni dell’America Latina, dell’Europa Occidentale, dell’America del Nord e anche dell’Asia. I testi presentati in questo volume documentano la dimensione internazionale dei Cristiani per il Socialismo. L’introduzione all’ opera di Josè Ramos-Regidor intende situare storicamente i documenti ed evidenziarne la problematica, con particolare riferimento alla situazione italiana. Perché i “Cristiani per il socialismo” combattono la dottrina sociale della chiesa e le Democrazie Cristiane? Come intendono intaccare l’intreccio tra potere democristiano, a potere clericale, ideologia cattolica e alienazione religiosa? Come vivono il rapporto tra fede e politica? Si può assumere il marxismo e rimanere credenti? Che rapporto hanno i “Cristiani per il socialismo” con la Chiesa? A queste domande, oltre a quelle riguardanti le singole realtà nazionali vissute dal movimento, risponde esaurientemente questo volume.