Sono ormai trascorsi più di dieci anni da quando la prostituzione di strada ha iniziato ad avere fra le sue “protagoniste” donne provenienti da altri paesi europei ed extraeuropei. Con un certo ritardo si è compresa la portata criminale di quello che era, ed è, un vero e proprio traffico di persone, tanto che, dalla seconda metà degli anni novanta, nei documenti dell’Unione Europea si è cominciato a parlare di schiavitù e di tratta di esseri umani invece che di prostituzione, fino ad arrivare, in Italia, all’approvazione dell’art. 18 d.lgs. 286/98. Tale normativa ha individuato gravi delitti contro il reclutamento e il traffico di persone destinate alla prostituzione e ha introdotto “disposizioni di carattere umanitario” attraverso la realizzazione di programmi di assistenza a favore di stranieri, in particolare di donne e minori, che intendano sottrarsi allo sfruttamento sessuale.
Il volume intende mettere in luce, attraverso l’analisi di interviste con donne straniere che si prostituivano e con testimoni privilegiati coinvolti nei progetti sociali, i modelli di intervento finalizzati all’inclusione sociale e lavorativa, ma soprattutto il cammino, spesso problematico, che permette alle donne straniere oggetto di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, di abbandonare la condizione di vittime per diventare a pieno titolo cittadine del nostro paese.