Questo lavoro di J. Alber si segnala come uno dei più importanti contributi all’odierna analisi sociologica e politologica su un tema che è al centro delle attuali discussioni scientifiche e politiche. L’approccio rigorosamente empirico e comparato (sulla base di dati originali raccolti dall’autore) combina gli strumenti dell’analisi socio-politologica con quelli dell’analisi storica. Il volume infatti ripercorre le principali tappe dello sviluppo dei sistemi di sicurezza sociale nei paesi dell’Europa occidentale, dal 1883, anno in cui il cancelliere Bismark introdusse in Germania la prima assicurazione obbligatoria contro le malattie, ai giorni nostri. Quali furono i fattori che portarono a queste importanti innovazioni istituzionali quasi simultaneamente nei vari paesi? Alber mostra come una serie di fattori strutturali (crescita demografica, rapida industrializzazione, allargamento del suffragio, razionalizzazione degli apparati amministrativi, nonché crescenti disponibilità finanziarie) furono all’origine di forme standardizzate di protezione sociale e come, storicamente, furono proprio i regimi autoritari a introdurre dall’alto le prime politiche sociali. La straordinaria convergenza sia in termini quantitativi che qualitativi, dei modelli di sviluppo del welfare che si è verificato in questo secondo dopoguerra (indipendentemente dal colore partitico dei vari governi nazionali), come mostrano i ricchissimi dati di Alber, conduce a un‘importante osservazione. Lo stato del benessere, insieme al mercato e alla democrazia rappresentativa, appare ormai una componente essenziale dell’unità strutturale delle società europee, un dato da non sottovalutare nelle attuali discussioni sulla crisi del welfare.
