Due sono state le intuizioni più preziose di don Remigio: riconoscere il diritto allo studio dei giovani del “Terzo mondo”, favorendo l’accesso nelle università italiane a quei giovani che per ragioni economiche o politiche non possono studiare nei loro paesi; e individuare in loro i potenziali soggetti dello sviluppo dei loro paesi e i partner della politica italiana di cooperazione e di dialogo interculturale.
Queste idee-guida hanno costituito la spina dorsale di quarant’anni di impegno: un impegno concreto, quotidiano, a tu per tu con migliaia di studenti, nel rispetto più assoluto delle idee di ciascuno. Oggi, le sue intuizioni sono più attuali che mai.