“Il senso del lavoro è facile a formularsi ed estremamente complesso da attuare: sciogliere definitivamente e con determinazione i lacci che ancora – a volte – legano l’educazione a pratiche manipolatorie e di controllo sociale per traghettare l’educare verso i concreti orizzonti della politica. Declinare l’educare in chiave politica sembra, in parole povere, la vera priorità da attraversare e da tentare.” Il titolo non viene proposto con la logica della contrapposizione (una generazione contro l’altra), ma con lo spirito di chi tenta, da sempre, di riconoscere ai giovani non solo la concreta capacità di protagonismo, ma anche quell’essre cittadini in grado di contribuire realmente alla crescita e al miglioramento del contesto sociale”.
I contenuti del libro nascono all’interno di un progetto collettivo: interrogarsi insieme – come C.N.C.A. – (Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza) sulle radici profonde dell’educare per ancorare a questa piattaforma tanto le politiche giovanili per troppi anni attese e mai attuate, quanto una seria e rinnovata capacità di costruire prevenzione (oltre l’allarme il provvisorio o il precario).