Il complesso degli scritti raccolti nel volume riflette l’evoluzione graduale di un pensiero psichiatrico che, insofferente dello schematismo proposto da una scienza fattasi metafisica dogmatica, ne rifiuta la rigidità attraverso una serie di verifiche, opposizioni e negazioni, alla ricerca di una risposta valida alla realtà del disturbo psichico. Al di là delle suddivisioni in base ai diversi argomenti specifici, gli interventi di Basaglia possono considerarsi separabili in quattro fasi distinte: tappe nel graduale processo di analisi e di comprensione della realtà, atteggiamenti diversi nei confronti della scienza.
Se la prima fase può essere ritenuta il segno del contatto iniziale con la cultura psichiatrica e dell’adattamento ai parametri di una scienza per cui l’oggetto e gli strumenti dell’analisi sono dati fissi e indiscutibili, la seconda corrisponde già al tentativo di uscire dal terreno specifico, verso una visione generale dei problemi umani, e lì successivamente reinserire il problema del disturbo psichico. L’incontro con la pratica psichiatrica segna la terza fase, quella della negazione istituzionale, che porterà alla negazione della psichiatria come ideologia. Bisognava cominciare a uscire dall’istituzione, in un’azione pratica, la cui attuazione, a Gorizia, nel clima di difficoltà in cui si era costretti a muoversi, avrebbe richiesto anni di attesa. In questa quarta fase, di apertura all’esterno, si tenta un passo che va oltre la semplice critica.