Questo libro narra le vicissitudini della chiusura di uno degli innumerevoli istituti “De Sanctis”, che ricoverano bambini, annessi agli Ospedali psichiatrici: quello di Reggio Emilia.
La chiusura è avvenuta grazie e parallelamente allo sviluppo di strutture alternative nel territorio che per la loro qualità e quantità costituiscono da una parte il supporto dell’assistenza e della riabilitazione dei ragazzi dimessi, dall’altra il momento di prevenzione secondaria, di diagnosi precoce e riabilitazione immediata. L’esperienza deistituzionalizzante del reparto minorile dell’Ospedale Psichiatrico di Reggio Emilia nasce dentro l’istituzione e mostra quanto stretta sia l’implicazione tra potere e sapere e come ogni forma di scienza nuova regga in quanto si connette a un potere trasformato. Così il portatore di handicap viene gestito in spazi liberi, viene istruito con i “non diversi” nella classe “normale”, viene restituito alla comunità.
