Contro l’emarginazione, i giovani sostengono che “prevenzione è partecipazione, responsabilità, vita serena insieme nell’ambito della famiglia e del gruppo, educazione, affetto, scuola – che sviluppa nel ragazzo il senso critico che prepara alla vita ed al lavoro, che presenta valori che vanno al di là del successo, del denaro” e pertanto sostengono la necessità di “comunicare, mettersi in relazione, confrontarsi con qualsiasi altra persona”; infatti “medici, psicologi, sociologi concordano nel rilevare che all’origine di ogni disturbo del comportamento si trovano immancabilmente carenze affettive ed educative”.
L’autore elabora alcune considerazioni sull’uguaglianza e lo sviluppo per formulare ipotesi sulla genesi dell’emarginazione individuandone vari agenti: la povertà la malattia la razza la lingua… e propone interventi per eliminare sacche di ingiustizia, focolai di malessere nella società.