Sappiamo tutti cosa accade nel mondo della sanità. Scandali, superficialità, storie di medicine propinate a vanvera o sbagliando paziente, di operazioni inutili, di portantini o infermieri villani, di cinismo o menefreghismo di fronte ad ammalati trasformati in “oggetti”, di diagnosi approssimative. Tutto questo è vero e noto. Ma una cosa è sapere queste cose intellettualmente, altra cosa scoprire nelle pagine di un libro quella che potrebbe essere la tragedia di sessanta milioni di italiani. Le pagine di Valeria Bajo sono una sintesi di tutto questo: sono una denuncia, ma anche un racconto dal quale emerge un quadro pauroso di maleducazione, arretratezza, disinformazione sui progressi recenti della scienza medica. L’autrice ci impartisce, nel suo libro, una lezione di tenacia, di costanza. Ci insegna a non adagiarci nel primo medico che incontriamo, a non accettare passivamente la diagnosi, ad essere sempre parte attiva, a cercare sempre, con tenacia, la verità, a non fidarci mai della prima diagnosi.