Lo studio parte da un atteggiamento teorico nei confronti della devianza che si allontana rispetto a quello della sociologia tradizionale che tendeva a rimanere ancorata all’idea che è la devianza a dar luogo al controllo sociale. L’autore invece crede che l’idea inversa (e cioè che è il controllo sociale a dar luogo alla devianza) è altrettanto sostenibile e che costituisce una premessa più feconda per lo studio della devianza nella società moderna.
Il concetto di devianza secondaria è l’estensione logica di una formulazione della devianza in termini di problemi di controllo sociale. Esso indica che il passaggio a status degradati comporta cambiamenti nella struttura psichica e che nel corso di esso il significato della devianza muta qualitativamente così come mutano le manifestazioni esterne. La devianza viene stabilizzata entro ruoli sociali e perpetuata proprio dalle forze destinate ad eliminarla o a controllarla.
