È una elegante parodia dei temi e dello stile del deismo libertino che denuncia i mali della civiltà per concludere che ogni governo è pessimo, che guerra, tirannia e corruzione nascono con l’allontanarsi dallo stato di natura.
Progettata per attaccare i principi “anarchici” dei filosofi che pretendono di fondare lo Stato sui teoremi della ragione senza tener conto della complessità della natura umana, oltre e contro il suo intento satirico si trasforma in una denuncia dei mali della società mercantile, che rappresentano il lato oscuro, non eliminabile, del progresso civile.
