Questo libro nasce intorno a un tavolo, in una piccola stanza di donne, chiuse in una galera, che parlano però in “libertà”. Parlano di figli, di sesso, di uomini, di menti e corpi rinchiusi, e poi scrivono, perché scrivere è anche un modo di prendersi cura di sé. Sono donne combattive che insieme fanno un giornale, Ristretti Orizzonti, con l’ambizione di raccontare il carcere a chi sta fuori con coraggio, sincerità, senza reticenze.
