Quali sono le opinioni, gli atteggiamenti, i valori dei giovani che terminano il servizio civile? L’obiezione alla violenza, l’impegno di servizio a tempo pieno, la decisione di “stare coi poveri” influenzano le successive scelte vocazionali, professionali, familiari, il tipo di presenza sociale e politica dei giovani?
Da queste domande, finora evase, nasce l’idea di un’indagine, la prima in assoluto, sulla realtà degli obiettori di coscienza dopo il servizio civile.
A promuovere coraggiosamente l’indagine è stata la Caritas italiana nota per il suo impegno di promozione all’obiezione di coscienza e del servizio civile nelle comunità ecclesiali del nostro paese, il maggior ente convenzionato che dal 1977 ha coinvolto oltre 20.000 obiettori.
Il rigore scientifico della ricerca e il rilevante interesse dei suoi risultati, lo rendono un prezioso strumento per la comprensione di uno spaccato assai rappresentativo della galassia giovanile: gli obiettori di coscienza.
