La cura e l’assistenza dei pazienti affetti contemporaneamente da disturbi mentali e tossicodipendenze è attualmente uno dei maggiori problemi di sanità pubblica nei paesi del mondo occidentale. Pur presentando un elevato carico di bisogni sanitari e sociali i pazienti con “comorbilità” o “doppia diagnosi” risultano più spesso esclusi dai circuiti assistenziali pubblici e privati rispetto a quelli con una sola diagnosi. Oggi sappiamo molto di più sugli aspetti biologici, psicologici e sociali della “doppia diagnosi” ed alcune risposte possono essere date alle domande che operatori dei servizi psichiatrici e per le tossicodipendenze, ma anche pazienti, familiari, volontari, insistentemente si pongono.
Qual è la rilevanza epidemiologica del problema? Perché così spesso chi ha un disturbo mentale sviluppa una tossicodipendenza? Quanti tossicodipendenti sviluppano disturbi psichici? Quali strumenti possono essere d’aiuto per una diagnosi accurata? La diagnosi stessa è così importante? Quali trattamenti sono risultati efficaci per chi è affetto contemporaneamente da disturbi mentali e tossicodipendenza? Quale organizzazione dei servizi è la più idonea ad affrontare il problema?
Questo libro intende fornire i principali elementi teorici, epidemiologici e clinici sulle condizioni di doppia diagnosi, così come si sono consolidati nella letteratura internazionale ed italiana sul tema. Scopo esplicito dimostrare che è possibile creare una cultura teorica ed operativa comune ai servizi psichiatrici e per le dipendenze patologiche e che anzi questa è un’operazione indispensabile per il corretto operare di entrambi i settori in un’ottica di salute pubblica.
