Gli economisti – diceva Shaw – hanno due compiti: prendere atto di ciò che è accaduto e prevedere ciò che deve accadere. E mordacemente aggiungeva: anche se preferirebbero prevedere ciò che è accaduto e prendere atto di ciò che deve accadere. Ma è una battuta, come tutte quelle che fioriscono sugli economisti, per dire che la loro è una professione a rischio, come tutte le professioni che, a tempi brevi, hanno una verifica nella realtà.
A questo rischio non si sono sottratti gli autorevoli economisti italiani che sono stati invitati dal Centro Culturale Saint-Vincent a rispondere alla domanda “Dove va l’economia italiana?”, dopo l’imprevisto, e forse imprevedibile, “lunedì nero” di Wall Street del 1987.
Le loro risposte possono essere utili agli uomini politici, agli operatori economici, agli studenti d’economia e ai cittadini che – sempre secondo Shaw – hanno in tasca, per sbaglio, qualche soldo in più.
