La questione dei rapporti tra società civile e società religiosa, tra Stato e confessioni religiose, assume nel nostro paese un rilievo particolare, legata com’è alle specificità della nostra storia, e quindi a un retroterra secolare spesso segnato dall’intolleranza e dal pregiudizio. Ancora oggi, a più di trent’anni dalla sanzione costituzionale dell’eguaglianza e della libertà religiosa, occorre fare i conti con la persistente tendenza al privilegio cattolico o con i ritorni di una mentalità della disuguaglianza. In questo quadro, l’iniziativa delle minoranze religiose, di quella ebraica e di quella valdese in particolare, si è orientata verso la richiesta di un’applicazione effettiva e non più solo formale dei principi costituzionali. Questo libro, che analizza i temi delle garanzie concrete alle minoranze religiose in fatto di libertà di culto, di educazione religiosa, di matrimoni, è condotto seguendo l’angolatura e il punto di vista delle comunità ebraiche italiane. Ma il suo orizzonte concettuale ha una portata più vasta, e riguarda in generale l’intero problema della definizione di una politica delle libertà.
