La capacità degli adulti di improntare il proprio comportamento ad “una funzione educativa permanente” appare la vera sfida del terzo millennio. Fornire ai giovani gli strumenti per misurarsi e rispondere con padronanza alle sempre maggiori istanze della società è compito di ciascun cittadino e, di conseguenza, del legislatore sia esso nazionale che internazionale. Tale capacità passa attraverso la presa di coscienza dell’obbligo morale e giuridico, di conformare i propri comportamenti all’interesse precipuo delle giovani generazioni, interessi che devono essere commisurati ai valori universalmente condivisi dall’umanità.
Questo, d’altra parte, è il senso delle decisioni della Corte Costituzionale di fine millennio, che hanno affrontato il problema del diritto minorile, nella specie quello c.d. “punitivo”, e della sua compatibilità con l’obbligo di educazione.