Nei paesi più avanzati il livello di salute dipende soprattutto dal comportamento individuale e dalla qualità dell’ambiente in cui l’individuo vive ed opera.
L’assistenza sanitaria continua a costituire uno degli input che entrano nel processo di produzione del bene salute, sempre più inteso come “diritto naturale” da garantirsi a prescindere dai costi monetari connessi. Le risorse disponibili sono però scarse. Si impone quindi una scelta di priorità. Ma come avvengono le scelte di priorità nell’accesso alle strutture sanitarie?
In Italia – come in altri paesi – si è deciso di consentire il consumo sostanzialmente gratuito di assistenza sanitaria in modo da separare l’accesso alle strutture dalla capacità dell’individuo di pagare direttamente il relativo costo monetario. Ma a prezzo zero la domanda rischia di essere infinita, con conseguenti abusi, eccesso di consumo, tendenza allo scadimento qualitativo del servizio offerto e crescita della spesa sanitaria. È proprio vero allora che il prezzo zero è il più idoneo strumento per garantire equità nel consumo sanitario?
Quali possibili strumenti e meccanismi possono creare e sviluppare un’opportuna attitudine all’economicità dei comportamenti sanitari? Questo volume trae origine dal convegno internazionale svoltosi a Torino nel marzo 1985 per iniziativa congiunta del CRESA (Centro di Ricerca per l’Economia l’organizzazione e l’amministrazione della Sanità) e del Club Turati, sui temi dell’efficacia e dell’efficienza nella produzione dei servizi sanitari.