“Grazie del tuo passaggio nel nulla di questo immenso paese, in cui regnano tanti piccoli semi di vita e di speranza”. In questa frase di una suora francescana è racchiuso il mistero di un paese, chiamato il “Cuore dell’Africa”, in cui povertà e speranza, morte e vita, il nulla e il tutto convivono, meglio, danzano insieme un canto che agli occhi di un europeo può sembrare stonato, ma che esprime il mistero di una fede capace di leggere la presenza di Dio in ogni fatto, felice o doloroso, della vita. “Eppure sorridono”, viene da dire di fronte allo sguardo dei bambini che si illumina per ogni piccola scoperta, oppure ammirando l’opera infaticabile dei missionari, o ancora ascoltando laici e preti locali annunciare speranza contro ogni speranza.
Un viaggio in Centrafrica che si rivela essere un viaggio interiore, compiuto “togliendosi i sandali” dei propri pregiudizi e delle proprie barriere, alla scoperta di un Dio che si rivela nella fatica dei poveri, nella gioia dei bambini, nel lavoro delle donne, nella ricerca di dignità dei Pigmei. Un atto d’amore verso i missionari, i religiosi, i laici che si donano senza riserve ai loro fratelli centrafricani.