Qual è il dolore sotteso alle tossicodipendenze? Attraverso quali meccanismi e processi l’eroina risponde alle specifiche dinamiche della sofferenza individuale e familiare? Quali sono le spirali del vuoto, del blocco e dell’autosvalutazione che trovano illusoria cura nell’eroina? Come e perché agiscono il metadone e le comunità terapeutiche? Come strutturare il processo psicoterapeutico? E come può un’èquipe organizzarsi al proprio interno e rapportarsi nei confronti di ogni interlocutore – dalle famiglie agli operatori del carcere – per evitare le trappole della colpevolizzazione, della responsabilizzazione e dell’annullamento del senso di ogni storia, individuale e contestuale?
Il volume ipotizza criteri e strategie per pensarsi in rapporto a processi e relazioni che sostengono la tossicodipendenza, venendone potenziati. Al di là di miti, contrapposizioni distruttive e illusioni repressive: una proposta di emancipazione dal dolore basata sull’approccio sistemico-relazionale, che chiama alla condivisione, all’ascolto e all’attivazione responsabile chiunque si confronta con la sofferenza occultata e potenziata.
