Il volume esamina il pensiero del grande educatore americano che costituisce una delle espressioni speculativamente più originali e interessanti di quell’indirizzo della filosofia contemporanea tendente alla liquidazione della filosofia del conoscere per l’edificazione di una filosofia della prassi. Compito fondamentale della filosofia, per Dewey, non è quello di costruire sistemi fondati su astratte ‘visioni’ del mondo e della vita o di elaborare aprioristiche teorie della conoscenza, bensì quello di porsi come strumento critico della condotta umana; per assolvere a questo compito la filosofia deve, sempre secondo Dewey, accantonare definitivamente il rigido dualismo prodotto dalla metafisica e dalla teologia tradizionali tra spirito e materia, soggetto e oggetto, pensiero e azione. Il persistere di questo dualismo, infatti, impedisce che i metodi di ricerca delle scienze fisico-naturali, fondati su procedimenti sperimentali che hanno dato un’inconfutabile prova della loro efficienza col consentire all’uomo un controllo e un dominio sempre più consapevoli e produttivi dell’ambiente naturale, vengano applicati allo studio dei comportamenti umani, con la conseguenza che questi ultimi restano ancora affidati alla guida delle opinioni soggettive e dei pregiudizi o di norme e valori assoluti dogmaticamente formulati e imposti e, perciò, non verificabili sperimentalmente né applicabili effettivamente nelle situazioni concrete della vita.