Ormai al termine del decennale processo di transizione demografica, le popolazioni europee non dimostrano un’uniformità di comportamenti. In alcuni paesi (Svezia e Francia, ad esempio). La popolazione si mantiene numericamente stazionaria e relativamente equilibrata nella sua composizione per età.
Al contrario, in altri paesi (tra questi l’Italia e la Germania) si è già imboccata la strada del declino demografico; nei prossimi anni si registrerà un calo numerico e il ritmo di invecchiamento subirà un’accelerazione.
In quale misura la disparità dei comportamenti demografici rispecchia le differenze nelle politiche nazionali a favore delle famiglie, dei genitori, dei figli? Quali sono le leve più rilevanti su cui agiscono le azioni di politica della popolazione oggi in Europa? Quali sono gli argomenti che consentono una legittimazione di tali politiche? E quali sono i margini di efficacia degli interventi recentemente adottati?
A questi interrogativi offrono articolate risposte i saggi contenuti nel volume. Dal quadro estremamente vasto delle problematiche affrontate (che vanno dall’analisi del costo economico dei figli fino all’esame dei sistemi di valori che influenzano le scelte riproduttive) possono discendere utili indicazioni per la comprensione del caso demografico del nostro paese che, ormai da quattro anni consecutivi, registra i tassi di fecondità più bassi del mondo.
