Affermare e promuovere la “cittadinanza familiare”, intesa come diritto dei componenti di una stessa famiglia a vivere insieme, a riunirsi se divisi da un confine, a non essere separati forzatamente, a condividere la medesima cittadinanza nel paese che abitano: di fronte alle politiche migratorie attuali, questa è una sfida oggi cruciale.
Quando si parla di famiglia, sul piano politico, etico e anche religioso e dell’importanza della sua integrità, si pensa sempre solo alle famiglie autoctone, raramente a quelle degli immigrati e tantomeno a quelle separate dai confini o dalle politiche migratorie. Ogni migrante finisce per avere almeno tre famiglie: la prima è quella del paese d’origine, immersa in un contesto sociale conosciuto che l’accompagna e la sostiene; la seconda è quella che deve affrontare la prova della separazione, quando uno dei membri adulti parte per cercare lavoro all’estero; la terza è quella che si ritrova nel paese di immigrazione, completamente o parzialmente (a seconda delle politiche sul ricongiungimento familiare): un “lieto fine” agognato che si trasforma spesso in un ricominciamento carico di incertezze. Sebbene in Europa negli ultimi anni, a fianco del riconoscimento dell’integrità familiare come diritto umano si fossero, più pragmaticamente, favoriti i ricongiungimenti per contrastare l’anomia degli immigrati, le politiche “sovraniste” con la contrapposizione netta tra “noi” e “loro” stanno erodendo tale possibilità e riportando una politica restrittiva.
Dettagli Libro
Autore
Maurizio Ambrosini
- SottotitoloCome gli affetti sfidano i confini
- Editoreil Mulino
- CollanaContemporanea
- Edizione1ª edizione
- Anno2019
- Pagine192
- ISBN978-88-15-28413-6
- LinguaItaliano
- Prezzo15,00 €
- Copie1
- Link esternohttps://www.mulino.it




