L’autore con questo libro ha l’idea di individuare strumenti educativi e sociali concreti, per contrastare certe tendenze in atto: il potere massificante e deresponsabilizzante di quelle che, per alcuni giovani sono le uniche risposte disponibili a una solitudine e a un senso di vuoto inquietanti.
Mette in evidenza il limite di tante proposte e cioè il richiamo generico di osservazioni troppo astratte e inapplicabili, oppure l’offerta di accenni di corto respiro, di soluzioni tecniche insufficienti, di indicazioni comportamentali o moralistiche poco utili. Egli richiama invece alla fatica del pensiero, al rischio della sperimentazione e all’impegno di un apprendimento mai concluso.
Il testo è diviso in due parti: la prima è centrata sull’osservazione dei comportamenti adolescenziali, con problematiche molto ampie; la seconda contiene una riflessione più orientata alla pratica educativa. In appendice vengono riportati i risultati statistici della ricerca. Concludendo si può dire che l’intento della ricerca presentata nel libro non era sociologico ma educativo e cioè poter incontrare gli adolescenti e conversare con loro.