L’Ottava edizione del Meeting Internazionale sulle Migrazioni (Loreto, 26/31 luglio 2005) è stata inserita in una serie di manifestazioni promosse per il Centenario della morte di Giovanni Battista Scalabrini, il Vescovo che per primo in Italia si è occupato in modo organico del fenomeno dell’emigrazione. Il tema affrontato dal MIM ha avuto un particolare valore, proprio perché la riflessione verteva sulle seconde generazioni di immigrati. Gli attentati di Londra hanno portato prepotentemente alla ribalta il tema dei figli degli stranieri e lo stesso MIM non poteva non fermarsi a riflettere su di esso: “Se non si può generalizzare criminalizzando tutti i figli dei Migranti – afferma Padre Beniamino Rossi presidente della ASCS – siamo di fronte alla necessità di una riflessione più approfondita e pacata proprio sui meccanismi di integrazione dei giovani delle seconde generazioni. Non si può ritenere come automatica l’integrazione solo perché questi hanno frequentato le scuole o sono inseriti in percorsi i socializzazione “normali” nelle nostre società.
Il tema dei minori di seconda generazione in Italia, con la una presenza di 350.000 scolari nei percorsi formativi, sta interessando in modo particolare il mondo della scuola elementare e media, ma incomincia già ad investire la scuola superiore. Come in altre nazioni, anche nel nostro Paese si riscontrano insuccessi scolastici, ritardi e difficoltà di inserimento che penalizzano le seconde generazioni. Emerge la necessità di ripensare la scuola ed i programmi rendendoli interculturali, e mettendo in atto strumenti pedagogici e percorsi adeguati per l’accoglienza e l’inserimento. In una società sempre più multiculturale di fatto, bisogna superare la visione ottocentesca di una scuola “nazionale” o comunque “monoculturale”; la scuola, se vuole formare i cittadini del futuro, deve porsi sempre più in una dimensione interculturale intendendo con questo termine non una semplice somma di informazioni di diversa origine (conoscenza multiculturale) ma la presa di coscienza che la presenza di varie realtà culturali e religiose trasformano in modo sostanziale la cultura stessa dell’Italia dei paesi europei.
