Il volume raccoglie i più significativi “progetti per la pace” elaborati dal pensiero filosofico europeo in età moderna: testi di William Penn, Charles-Iréné Castel abbé de Saint-Pierre, Jean-Jacques Rousseau, Jeremy Bentham, James Madison, Immanuel Kant, Johann Gottlieb Fichte. Nel saggio introduttivo che apre il volume si mette in luce come nei progetti dei pacifisti “visionari” del XVIII secolo si riscontrino i fondamenti giuridici e politici delle odierne organizzazioni internazionali. Espressioni come “la casa comune europea”, “l’assemblea dei cittadini europei”, “un modello cosmopolitico di relazioni internazionali”, e altre simili presenti nel dibattito politico corrente, trovano la loro ispirazione diretta nei progetti dei grandi maestri del pensiero. Si tratta di verificare quanto in essi proposto sia già stato attuato e quanto invece debba ancora essere realizzato, anche alla luce degli ultimi drammatici avvenimenti in cui gli organismi internazionali hanno ancora una volta mostrato la loro intrinseca debolezza.
Per allontanare lo spettro della guerra è necessario dotare di nuovi poteri le organizzazioni internazionali esistenti e, se necessario, crearne di nuove. Ed è proprio sul terreno istituzionale che deve misurarsi anche l’ideale pacifista perché solo allargando la base democratica delle relazioni internazionali e lasciando in secondo piano la sua finora preminente connotazione movimentista, il movimento per la pace può far valere tutto il suo peso.
