Un gruppo formato da operatori e da giovani utenti di un Servizio di salute mentale decide di interrogarsi sul significato della sofferenza mentale, rifiuta il trattamento psichiatrico tradizionale e rivendica un intervento che rispetti la dignità umana e risponda alla sofferenza profonda che si cela nella follia.
È l’inizio di un’avventura non solo di ricerca ma di scambio intenso e sofferto di esperienze: saltano almeno in parte le barriere che inizialmente separano i rappresentanti della normalità e i rappresentanti della follia. I ricercatori scoprono il senso liberatorio di momenti di angoscia sconvolgenti. Pazienti ed ex pazienti forniscono preziose indicazioni su come possono essere capiti ed aiutati durante la crisi. Rigorosamente documentata, questa testimonianza è un messaggio che fa capire ai “normali” che dalla crisi della follia si può uscire guariti, migliorati e umanamente più ricchi.